Mura risalenti alla fine del XVI secolo.

Arte e Cultura

 

L’attuale Monastero abbaziale è stato realizzato tra il 1743 ed il 1753, su progetto di Giovanni Tommaso Prunotto di Guarene, allievo dello Juvarra, a seguito delle devastazioni causate da un incendio che distrusse il vecchio monastero e che successivamente è stato completamente demolito. Il complesso è a forma di quadrilatero nel cui interno vi è il chiostro e si erge a due piani fuori terra verso il piazzale antistante, in aderenza alla chiesa S. Maria di Casanova, mentre nella parte retrostante è a 3 piani fuori terra. Numerosi sono gli elementi artistici ed architettonici ancora oggi riscontrabili nel complesso: in particolare il chiostro, ornato di 48 colonne binate in granito rosa; lo scalone d’onore, che dà adito al piano superiore, in pietra di luserna con balaustra in pietra arenaria; i due saloni al piano del chiostro nella parte est, le cui volte sono realizzate con intreccio d’archi che ne evidenziano la caratteristica specifica della scuola dello Juvarra. Il progetto di ristrutturazione, redatto dall’Arch. Fausto Gennari di Torino, concordato con la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici e Archeologici, mira a mantenere il più possibile la situazione di fatto che, tra l’altro, è similare nell’utilizzo a quella precedente, trattandosi di destinazione a “Centro di Spiritualità”, limitandosi all’inserimento di servizi igienici, di impianti elettrici e termoidraulici, necessari all’uso dell’immobile, riproponendo le pavimentazioni ritrovate in parte; sono anche conservati e restaurati tutti i serramenti in legno interni ed esterni. Le facciate sono mantenute nello stato originale, con piccoli interventi di restauro ove necessario, eccezione fatta per la facciata ad est dove sono state riaperte tutte le finestrine sopraluce, dopo aver espletato assaggi sulle murature di tamponamento nel cui interno sono stati ritrovati i telai in legno delle finestrine stesse. Il tetto è stato completamente rifatto con la sostituzione della piccola e media orditura, riutilizzando i coppi con integrazione degli stessi nelle parti mancanti. Per quanto riguarda la parte antistante il complesso abbaziale, lato ovest, è stata delimitata la proprietà mediante la collocazione in opera di elementi di ferro uniti tra loro con catene sempre in ferro e ciò per creare una fascia di rispetto del palazzo, impedendo l’accesso a qualunque mezzo e bloccando di fatto anche l’accesso agli stessi mezzi allo scalone monumentale esterno. È stata, in tal modo, formata un’area protetta, accessibile solo pedonalmente per i visitatori dello scalone. Nella parte centrale è stato mantenuto il passaggio al chiostro, delimitandolo con due elementi in pietra posti sulla linea di confine.

 

Sopra, un particolare del canale di afflusso della cisterna seicentesca di approvvigionamento delle acque, visitabile al primo piano interrato, oggi popolata da piccoli pesci rossi, e posta al di sotto dell’antico pozzo presente nel giardino del chiostro. A destra, il pozzo interno, uno dei sei presenti in totale nella struttura.

“Dio ci ha fatti perfetti; dentro di noi, grazie alla gioia, si produce il cortisone naturale”
Don Adriano Gennari

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